Social

Newsletter

VISION E MISSION

VISION:
“CHE LE PERSONE POSSANO VIVERE IN MODO AUTENTICO”

MISSION:
“OFFRIRE DEGLI STRUMENTI E SPUNTI DI RIFLESSIONE PER UN PERCORSO PERSONALE DI CRESCITA VERSO L’AUTENTICITÀ DELL’ESISTENZA E DI SE STESSI E PER VIVERE ATTIVAMENTE E CONCRETAMENTE LA PROPRIA MORTE”

OBIETTIVO:
L’obiettivo è una proposta di valore che vorrebbe essere il punto di passaggio per chi compie un percorso personale di crescita:

  • sia se è alla ricerca di un’interpretazione filosofico-esistenziale della morte
  • sia se pone la sua attenzione al tema più concreto del morire

offrendo, quindi:

  • l’opportunità per riflettere sull’autenticità dell’esistenza e di sé stessi
  • gli strumenti per vivere attivamente e concretamente la propria morte.

Si vuole offrire un’esperienza unica – coinvolgente, emozionante e appagante – a chi vuole soddisfare dei bisogni e desideri relativi al tema della morte e del morire, considerando sia gli aspetti pratici che quelli emotivi, sociali e filosofici: si vogliono dare informazioni e risposte, proporre soluzioni concrete, offrire consapevolezza e serenità, in merito ad un’aspetto fondamentale della vita di tutti gli individui.

ISPIRAZIONE:
La vision e la mission si basano sul concetto di autenticità dell’individuo e dell’esistenza e su una nuova sensibilità sociale nei confronti della fase finale della vita umana.

Essere autentici significa vivere in contatto con la parte più vera di sé e non avere più bisogno di nascondere a se stessi le proprie parti incompiute e fragili, occultandole dietro una maschera.
A tal fine serve un percorso di crescita interiore volto alla riscoperta e accettazione delle proprie parti d’ombra con lo scopo di costruire un’immagine di sé realistica, poter entrare in contatto con il mondo con maggiore libertà e consapevolezza e potersi affermare senza temere il rifiuto da parte degli altri.
Una persona autentica, che ha fatto ordine nei suoi pensieri e nei suoi comportamenti, ha una mente più sana e creativa e di conseguenza più produttiva, lavora e vive con più gioia e ha una visione più chiara della realtà; in breve, è più aperta alla vita, a questa può contribuire meglio e da essa può ricevere più soddisfazione e pienezza.

Il percorso di crescita interiore volto all’autenticità dell’individuo non può prescindere da un’interpretazione autentica dell’esistenza che si ha dando un senso alla morte.

Secondo la teoria esistenziale del filosofo Martin Heidegger per lo più gli uomini sfuggono davanti alla loro realtà e la interpretano erroneamente, considerano la morte come un evento indeterminato che certamente un giorno accadrà, ma che per adesso non è ancora presente e non minaccia; quindi, pensare alla morte non ha senso e viene interpretato come fuga davanti al mondo.
Secondo Heidegger ciò avviene perché l’uomo non ha il “coraggio dell’angoscia” con la quale avverte la sua vera dimensione esistenziale ponendolo davanti a se stesso in modo autentico, facendogli comprendere che la morte è la possibilità suprema dell’uomo, insuperabile, possibile ad ogni momento, quindi certa.
La morte ha un significato fondamentale per l’esistenza umana, ha un valore soggettivo ed è l’essenza stessa, il significato ultimo dell’esistenza, che viene definita come un essere per la morte. L’individuo può comprendere se stesso solo partendo dalla morte, divenendo consapevole della propria finitezza, in quanto essa determina ogni sua azione.
Pertanto, l’uomo, per vivere autenticamente la propria esistenza deve assumere con autenticità questa possibilità, interiorizzarla non pensando semplicemente di dover morire, ma prendendo coscienza che tutte le cose della vita non sono definite, ma sono solo possibili, egli non deve attaccarsi ad esse, senza tuttavia rinunciarvi, ma coglierne la vera natura e rimanendo sempre aperto all’unica possibilità che è definita: la morte.

L’interpretazione della morte in questo senso serve per comprendere appieno il significato della vita e per vivere autenticamente la propria esistenza.
L’uomo, quindi, trova il senso della morte nella vita stessa, concepita come realizzazione dei valori che ciascun individuo fa propri nel suo percorso verso l’autenticità e vivendo pienamente e serenemente il presente.

È anche vero che dalla seconda metà del novecento, e soprattutto negli ultimi decenni, si assiste ad una nuova sensibilità sociale nei confronti della fase finale della vita umana.
L’attenzione si è spostata dal concetto filosofico della morte al tema più concreto del morire: le tematiche della vecchiaia, della malattia cronica, delle cure palliative, dei trapianti d’organo e della volontà sempre più diffusa di vivere attivamente la propria morte, mediante decisioni da non delegare passivamente né ai medici, né ai familiari.
Si pensi, ad esempio, alle volontà riguardanti la fine della propria esistenza espresse anticipatamente per mezzo dei cosiddetti testamenti biologici: al di là se sia o meno etico, sono un chiaro segnale della volontà di riappropriarsi dell’evento morte, pensato e programmato relativamente a certi aspetti particolari, senza più lasciarlo completamente sottomesso al caso o alla volontà altrui.

“MAKE TRUE YOUR LIFE”

 Home

Registrati per ricevere le nostre news