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Successione

La successione consiste nel passaggio da un soggetto ad un’altro della titolarità di uno o più rapporti giuridici suscettibili di valutazione economica; si ha una successione mortis causa quando muore il soggetto titolare di rapporti giuridici che vengono, quindi, trasferiti ad altri soggetti.
L’ordinamento giuridico italiano disciplina i rapporti giuridici che non si estinguono con la morte del loro titolare e in modo tale che sia sempre possibile rintracciare un soggetto che assume la posizione giuridica che faceva capo al defunto.

La successione si apre al momento della morte di una persona e nel luogo in cui questi aveva l’ultimo domicilio, questo è il momento in cui il patrimonio del defunto rimane privo di titolare e si definisce “apertura della successione”.

Dopo l’apertura della successione si stabilisce chi e con quale titolo può succedere nei rapporti giuridici della persona deceduta (“vocazione”); in particolare, se il defunto ha manifestato la propria volontà per mezzo di un testamento o meno, nel primo caso si avrà una successione testamentaria mentre nel secondo caso si avrà una successione legittima.

Quindi, dopo il decesso, in primo luogo è necessario verificare se c’è o meno un testamento:

  • testamento si: si avrà una successione testamentaria ed, eventualmente, in parte legittima se non viene rispettata la “quota legittima” nel testamento e gli eredi legittimi la pretendono;
  • testamento no: si avrà una successione legittima.

L’erede universale e il legatario sono i due soggetti che possono succedere ai rapporti giuridici di una persona deceduta:

  • l’erede universale può succedere in tutti i rapporti giuridici della persona deceduta o in una quota di essi, anche quelli passivi a cui può rispondere con il proprio patrimonio, per questo motivo l’erede deve accettare la successione;
  • il legatario succede solo nei rapporti giuridici espressamente indicati, singoli beni o diritti; non è richiesta l’accettazione, ma può rinunciare.

L’erede subentra nei rapporti giuridici del defunto solamente quando, entro 10 anni dal decesso, accetta l’eredità; l’accettazione, che non può riguardare solo una parte di quanto gli spetta, può essere:

  • pura e semplice: in questo caso quanto ricevuto in eredità si unisce al patrimonio dell’erede;
  • con beneficio di inventario: in questo caso si tiene distinto il patrimonio dell’erede da l’eredità ricevuta, che è la sola che risponde per i debiti del defunto (obbligatoria in caso di presenza di figli minori o di persone incapaci, per le persone giuridiche ed enti pubblici);
  • tacita: per esempio quando l’erede è nel possesso dei beni del defunto o riscuote un suo credito.

Esecutore testamentario: al fine di evitare futuri disaccordi tra gli aventi diritto alla successione e o nel caso di una successione articolata o complicata, potrebbe essere utili nominare un esecutore testamentario, un soggetto fidato e capace di gestire la successione nel rispetto delle volontà della persona deceduta.

31.03.2016 Home

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