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Strumenti di pianificazione successoria

La pianificazione successoria è lo strumento con cui è possibile realizzare un efficiente passaggio generazionale dei propri beni ed evitare eventuali contrasti tra i futuri eredi.
Chi vuole disporre del proprio patrimonio lo deve fare in modo consapevole e nel rispetto delle regole e degli strumenti previsti dalla legge.

Oltre al testamento, esistono altri strumenti con cui è possibile realizzare una pianificazione successoria.
Il testamento è lo strumento per disporre dei propri beni dopo la morte, tuttavia, potrebbe non essere la soluzione migliore, ciò in considerazione degli aspetti fiscali della successione, dei limiti posti dalla successione legittima, del divieto di patti successori e dalla presenza di situazioni familiari “complicate”.
È possibile, quindi, anticipare con atti tra vivi la regolamentazione della successione, senza dover attendere l’evento morte, disponendo dei propri beni con strumenti contrattuali alternativi al testamento, che consentono di:

  • garantire il trasferimento di un bene prima della morte del disponente e rinviando gli effetti in capo al soggetto beneficiario soltanto dopo di essa;
  • non cadere nel divieto di patti successori, che delimita l’ambito di validità degli strumenti alternativi al testamento;
  • mantenere in capo al disponente la possibilità di revocare l’attribuzione.

In particolare si fa riferimento ai seguenti strumenti:

  • donazione
  • assicurazione sulla vita
  • fondo patrimoniale
  • cessione del bene con usufrutto e/o con obbligo di mantenimento
  • vincoli di destinazione
  • patto di famiglia
  • contratto fiduciario
  • disposizioni a favore di terzo da eseguirsi dopo la morte dello stipulante
  • vendita di cosa altrui
  • trust
  • le clausole di consolidazione o di continuazione (per le società di persone) e le clausole di gradimento, di prelazione e di opzione (per le società di capitali)
  • mandati post mortem, che sono atti con cui un soggetto, il mandante, conferisce ad altro soggetto, il mandatario, un incarico da eseguirsi dopo la sua morte

Nel caso si intenda utilizzare questi strumenti per una pianificazione successoria è necessario affidarsi ad un professionista che ha una conoscenza specifica della materia ed è in grado di dare informazioni e consigli, per esempio un avvocato, un commercialista o un notaio.

La donazione è contratto con il quale un soggetto arricchisce un altro soggetto mettendogli a disposizione un suo diritto o assumendo verso lo stesso un’obbligazione, ciò senza chiedere nulla in cambio.
Possono essere oggetto di donazione:

  • beni immobili
  • beni mobili
  • una prestazione
  • la rinucia ad una prestazione
  • un diritto su un bene

La donazione è un contratto che deve avere la forma di atto pubblico, cioè essere stipulato davanti ad un notaio con la presenza di due testimoni e il beneficiario deve accettare la donazione.
La donazione può essere revocata solo con l’accordo del donante e del beneficiario, salvo nei casi di intervento di un giudice per:

  • ingratitudine del beneficario, cioè nel caso in cui il beneficiario commetta atti particolarmente gravi nei confronti del donante o del suo patrimonio
  • sopravvenienza di figli, cioè qualora il donante abbia figli o discendenti oppure scopra di averne dopo la donazione

La donazione può essere soggeta ad onere o condizione a carico del beneficiario, per esempio la donazione di un immobile con l’onere per il beneficiario di prestare assistenza al donante oppure la donazione di un immobile con riserva di usufrutto a vantaggio del donante.

La donazione è soggetta ad imposte nella stessa misura e modalità di quelle previste per la successione, in particolare, quindi, l’imposta dipende dal rapporto di parentela esistente tra donante e beneficiario (vedi tabella imposta di successione).

In merito alla successione per causa di morte, in cui il patrimonio oggetto dell’eredità di una persona è dato dai diritti e dai beni lasciati a cui si aggiunge il valore di quelli donati in vita, se per effetto della donazione sono stati lesi i diritti degli eredi legittimi (quota di riserva/legittima), questi possono chiedere l’azione di riduzione con l’obiettivo di reintegrare quanto donato nel patrimonio oggetto dell’eredità. La tutela degli eredi legittimi può avere riflessi anche nei confronti di terzi, che potrebbero essere sottoposti ad un azione di restituzione dei diritti acquistati dal beneficiario della donazione.

L’assicurazione sulla vita può considerarsi una valida alternativa al testamento per i seguenti motivi:

  • le somme assicurate non rientrano nei beni e diritti oggetto dell’eredità
  • le somme assicurate sono impignorabili e insequestrabili
  • il capitale liquidato in caso di decesso dell’assicurato è esente dalla dichiarazione ai fini irpef e dall’imposta di successione
  • lo stipulante può in qualsiasi momento modificare il beneficiario del contratto.

L’assicurazione sulla vita è un contratto a favore di un terzo con prestazione da eseguirsi dopo la morte dello stipulante.
L’assicurazione sulla vita, pur rispettando i diritti dei legittimari, permette di beneficiare parenti o estranei in misura superiore alla “quota disponibile” del proprio patrimonio; solamente se l’ammontare totale dei premi versati supera il valore della “quota disponibile” il beneficiario potrà essere tenuto a restituire ai legittimari l’ammontare dei premi pagati dallo stipulante, ma non le somme assicurate di cui è beneficiario e per le quali ha acquisito un diritto proprio.

31.03.2016 Home

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