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Testamento biologico

Gli articoli 13 e 32 della Costituzione della Repubblica Italiana stabiliscono che ogni cittadino può decidere a quali trattamenti sanitari sottoporsi.

Con il testamento biologico (o “carta di autodeterminazione”, o “direttive anticipate di trattamento”) è possibile manifestare la propria volontà in merito ai trattamenti sanitari ai quali si potrebbe essere sottoposti nel caso in cui le condizioni di salute fossero precarie e la situazione dell’organismo non permettesse più al soggetto di esprimersi.

In una situazione tale per cui un soggetto fosse incapace di intendere e di volere in modo permanente e fosse affetto da una delle seguenti patologie che gli impediscono una normale vita di relazione:

  • malattia allo stadio terminale
  • malattia o lesione traumatica cerebrale invalidante e irreversibile
  • malattia implicante l’utilizzo permanente di macchine o altri sistemi artificiali

con il testamento biologico questi può decidere, in anticipo, le terapie che intende o non intende ricevere.

Il testamento biologico è, quindi, un documento che un individuo, capace di intendere e di volere, sottoscrive con l’obiettivo di garantirsi il rispetto della propria volontà in materia di trattamento medico-sanitario, anche quando non è in grado di comunicarla.

Oggi in Italia non esiste una normativa che regola il testamento biologico, tuttavia, vi sono i seguenti aspetti da tenere in considerazione:

  • l’articolo 32 della Costituzione della Repubblica Italiana stabilisce che «nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge»
  • l’Italia ha firmato (ma non ancora ratificato) nel 2001 la Convenzione sui diritti umani e la biomedicina di Oviedo del 1997 che stabilisce che «i desideri precedentemente espressi a proposito di un intervento medico da parte di un paziente, che al momento dell’intervento non è in grado di esprimere la sua volontà, saranno tenuti in considerazione»
  • il Codice di Deontologia Medica, in aderenza alla Convenzione di Oviedo, con l’ Art. 34 stabilisce che «Il medico, se il paziente non è in grado di esprimere la propria volontà in caso di grave pericolo di vita, non può non tenere conto di quanto precedentemente manifestato dallo stesso»
  • il Comitato Nazionale di Bioetica si è espresso nel dicembre 2003 con un documento contenente una serie di raccomandazioni, il cui rispetto garantisce la legittimità delle dichiarazioni anticipate. Nel documento si afferma che «il diritto che si vuol riconoscere al paziente di orientare i trattamenti a cui potrebbe essere sottoposto, ove divenuto incapace di intendere e di volere, non è un diritto all’eutanasia, né un diritto soggettivo a morire che il paziente possa far valere nel rapporto col medico ( […] ) ma esclusivamente il diritto di richiedere ai medici la sospensione o la non attivazione di pratiche terapeutiche anche nei casi più estremi e tragici di sostegno vitale, pratiche che il paziente avrebbe il pieno diritto morale e giuridico di rifiutare, ove capace»
    Il documento del Comitato Nazionale di Bioetica afferma inoltre che i medici dovranno non solo tenere in considerazione le direttive anticipate scritte su un foglio firmato dall’interessato, ma anche documentare per iscritto nella cartella clinica le sue azioni rispetto alle dichiarazioni anticipate, sia che vengano attuate o disattese
  • l’amministratore di sostegno, istituto giuridico entrato nell’ordinamento italiano con la legge n. 6 del 9 gennaio 2004, ha lo scopo di affiancare il soggetto la cui capacità di agire risulti limitata o del tutto compromessa. Secondo l’art. 408 del Codice Civile l’amministratore di sostegno può essere designato dallo stesso interessato, in previsione della propria eventuale futura incapacità, mediante atto pubblico o scrittura privata autenticata. In mancanza, ovvero in presenza di gravi motivi, il giudice tutelare può designare con decreto motivato un amministratore di sostegno diverso
  • la sentenza numero 21748/2007 depositata il 16 ottobre 2007 della Corte d’Appello di Milano stabilì due presupposti necessari per poter autorizzare l’interruzione dell’alimentazione artificiale:
    1) occorre che «la condizione di stato vegetativo sia, in base ad un rigoroso apprezzamento clinico, irreversibile e non vi sia alcun fondamento medico, secondo gli standard scientifici riconosciuti a livello internazionale, che lasci supporre la benché minima possibilità di un qualche, sia pure flebile, recupero della coscienza e di ritorno ad una percezione del mondo esterno».
    2) occorre altresì «che tale istanza sia realmente espressiva, in base ad elementi di prova chiari, univoci e convincenti, della voce del paziente medesimo, tratta dalle sue precedenti dichiarazioni ovvero dalla sua personalità, dal suo stile di vita e dai suoi convincimenti, corrispondendo al suo modo di concepire, prima di cadere in stato di incoscienza, l’idea stessa di dignità della persona».

In molti comuni italiani, in attesa di una legge che regoli la materia, è in atto la raccolta della dichiarazione anticipata di trattamento dei cittadini residenti, si tratta di un’iniziativa con cui evitare, in caso di bisogno, che sia necessario ricostruire, a posteriori, le volontà dell’interessato.

Sottoscrivere un testamento biologico significa decidere quali trattamenti sanitari si intenderanno accettare o rifiutare; in particolare se essere o meno:

  • sottoposto ad interventi chirurgici o trattamenti terapeutici il cui risultato può essere:
    • il prolungamento del morire
    • il mantenimento di uno stato d’incoscienza permanente e privo di possibilità di recupero
    • il mantenimento di uno stato di demenza avanzata non suscettibile di recupero
  • sottoposto ad interventi comunemente definiti “di sostegno vitale” quali, ad esempio, l’alimentazione, l’idratazione e la ventilazione artificiale
  • sottoposto a provvedimenti atti ad alleviare le sofferenze, anche se essi dovessero avere come conseguenza l’anticipo della fine della vita.

Ciascun cittadino può predisporre il proprio testamento biologico, che va sottoscritto e consegnato anche a familiari e persone vicine, così che possano presentarlo ai medici curanti qualora sopraggiungesse l’incapacità di comunicare. È possibile inviare una copia firmata anche ad una associazione che raccoglie testamenti biologici (fra queste, Exit Italia, Libera Uscita e Fondazione Veronesi).
Il testamento biologico può essere autenticato presso:

Con il testamento biologico è, anche, possibile esprimere la propria volontà in merito ad altri aspetti personali, quali per esempio:

  • la donazione di organi e tessuti a scopo di trapianto
  • la donazione del corpo per scopi scientifici e didattici
  • se si vuole o meno l’assistenza religiosa
  • se si vuole un funerale religioso o laico
  • dare disposizione per la cremazione, o inumazione o tumulazione

Clicca QUI per visualizzare o scaricare il proforma del testamento biologico.

31.03.2016 Home

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