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Rito laico

Tutti possono scegliere un funerale laico, cioè non religioso e incline al modo in cui si vive la propria vita.
Come nei riti funebri religiosi, anche nel rito laico si svolgono dei riti simbolici e si richiama la collettiva al rispetto per la morte.
Si celebra un funerale laico perché:

  • una persona ha redatto un testamento olografo o delegato un notaio o un esecutore testamentario affinché siano rispettate le proprie scelte;
  • i familiari decidono di celebrare un funerale laico rispettando la volontà del defunto.

L’organizzazione di un funerale laico è libera e può avvenire in autonomia o avvalendosi di un’agenzia specializzata.
La prima cosa da fare è stabilire il luogo della cerimonia, che può essere organizzata in qualsiasi posto salvo divieti o limitazioni.
In particolare, la legge stabilisce che ogni Comune dove mettere a disposizione una “Sala del Commiato” da utilizzare per i rito laici; tuttavia, non tutti i Comuni ne sono dotati e in molti casi viene utilizzata come tale la “Sala della Memoria” (utilizzata per la cremazione nei cimiteri), oppure la sala consiliare del Comune, l’abitazione del defunto, la sala di un albergo o una Chiesa se il sacerdote concede il permesso.

Lo svolgimento del funerale laico generalmente prevede:

  • introduzione
  • riflessioni sulla morte e letture
  • storia e racconti della vita della persona deceduta
  • commiato
  • chiusura e ringraziamenti della famiglia

Il rito è presieduto da un officiante, che può essere una persona specifica, a ciò preparata, oppure un parente o un amico.
Durante il rito, quindi, si elogia la vita e gli affetti del defunto raccontandone la storia e con la possibilità di ascoltare musiche e letture, tutto ciò cercando di rispettare la personalità e i desideri del defunto.

31.03.2016 Home

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